La Ceramica

La ceramica e le sue origini

 

Esplorando paesi lontani e ripercorrendo nel tempo la storia dell’uomo, troviamo un denominatore comune “la lavorazione dell’argilla”.

I miti della creazione dell’uomo raccontano la divinità intenta a manipolare l’argilla per darle forma, sembianze e vita.

L’uomo scopre quasi per caso che l’argilla, a contatto con il fuoco, diventa più resistente. Costruisce così contenitori per conservare cibi e bevande, abbellendola con incisioni e decorazioni fatte con terre colorate, gli ingobbi, raffigurante la natura circostante.

Gli Etruschi, nella penisola Italica, hanno lasciato grandi testimonianze.

Attraverso l’espansione Araba, l’arte della ceramica venne importata in Spagna a Valencia, dove smalti e lustri resero splendidi gli oggetti creati con la terra, e in Italia, dove si sviluppò la maiolica faentina, che conobbe il massimo del suo incanto nel 1500.

Il termine ceramica comprende i seguenti prodotti ottenuti dalla lavorazione dell’argilla:

> Terracotta o biscotto: argilla cotta una sola volta, detta primo fuoco.

> Maiolica o ceramica: dopo il primo fuoco l’oggetto viene ricoperto da uno strato coprente (smalto) o trasparente (cristallina) e all’occorrenza decorato e sottoposto ad ulteriore cottura detto secondo fuoco.

Può avvenire un ulteriore fase di decorazione che viene chiamato terzo fuoco.

- L’argilla si può modellare: a mano(es. con la tecnica del colombino), al tornio, a stampo, a colaggio e a pressa.

- La smaltatura o vetrificazione può avvenire con varie tecniche, tutto a secondo del pezzo che si vuole lavorare, e in specifico: a pennello, a immersione, a versamento, a spruzzo.

 

La decorazione può essere fatta con varie tecniche e le più utilizzate sono:

> L’ingobbio: è sicuramente tra i metodi di decorazione più antichi.

> Sotto cristallina o vetrina: questo sistema viene per lo più utilizzato su pezzi lavorati con argille bianche, che dopo essere state sottoposte al primo fuoco, vengono decorati direttamente sul biscotto e successivamente viene applicata la cristallina o vetrina (che può essere lucida, matta, colorata, cavillata ecc…) e quindi infornate rendendo impermeabile il corpo ceramico.

> Sopra smalto: dopo aver sottoposto il pezzo al primo fuoco vi viene applicato sopra, uno strato di smalto (che può essere lucido, matto, cavillato, colorato, ecc…) viene fatta la decorazione e sottoposto ad un ulteriore cottura, (secondo fuoco).

Sullo smalto crudo si può tracciare il disegno che si vuole decorare anche utilizzando uno dei sistemi più antichi di ricalco, lo spolvero.

Con la cottura (secondo fuoco) il colore applicato aderisce perfettamente sulla superficie precedentemente smaltata, perché, con la fusione dello smalto, il colore si lega ad esso rendendo così il pezzo impermeabile e lucido.

In passato i colori venivano preparati dai ceramisti stessi mescolando gli ossidi naturali con altre sostanze, oggi invece si trovano già pronti all’uso.